sabato 26 luglio 2008

nella velenosa brianza




un grande personaggio della cultura metropolitana.
la loopa. autarchica e avariata.
solo nelle migliori città.

ps: grazie diana per la tua "opera"!!! che è finita tra le altre

lunedì 21 luglio 2008

18 luglio 1988

ok, il tempismo non è il mio forte.
ma non volevo mancare.



a vent'anni esatti la storia di NICO la potete leggere qui

domenica 20 luglio 2008

quelle cose che in italia nessuno sa più dire - evo morales




Il presidente della Bolivia scrive ai governi europei a proposito della Direttiva rimpatrio. E ricorda quando erano gli europei a migrare, in America del nord e in America latina. «La mia solidarietà va ai 'clandestini'»

Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Europa fu un continente d’emigranti. Decine di milioni di europei partirono verso l’America per colonizzare, sfuggire alla miseria, alle crisi finanziere, alle guerre, ai totalitarismi europei ad alle persecuzioni inflitte minoranze etniche.
Oggi, sto seguendo con molta preoccupazione il processo d’approvazione della cosiddetta «direttiva rimpatrio». Il testo convalidato, il passato 5 giugno dai Ministri degli interni dei 27 paesi dell’Unione Europea, dovrà essere sottoposto al voto del Parlamento Europeo il 18 giugno. Ho l’impressione che questa direttiva indurisca in maniera drastica le condizioni di detenzione e d’espulsione degli emigranti senza documenti, indipendentemente dal loro tempo di permanenza nei paesi europei, dalla loro condizione lavorativa, dai loro legami familiari, dalla loro volontà d’integrazione e dal raggiungimento della stessa.

Gli Europei giunsero in massa nei paesi latino americani ed in America settentrionale, senza visto e senza alcuna condizione imposta dalle autorità. Furono sempre i benvenuti e continuano ad esserlo, all’ interno dei nostri paesi del Continente Americano, che assorbirono la miseria economica dell’ Europa e le sue crisi politiche. Vennero al nostro
Continente a sfruttare le ricchezze locali e trasferirle in Europa, con altissimo costo per le popolazioni originarie d’America. Come nel caso del nostro Cerro Rico di Potosi e delle sue favolose miniere d’argento che permetterò di dare massa monetaria al Continente Europeo dal secolo XVI fino allo XIX. Le persone, i beni ed i diritti degli migranti europei furono sempre rispettati.

Oggi l’Unione Europea é la destinazione principale degli emigranti di tutto il mondo, fatto questo, dovuto alla sua immagine positiva di spazio di prosperità e di libertà pubbliche. La stragrande maggioranza degli migranti giunge nell’Unione Europea per contribuire questa prosperità, non per approfittarsi. Svolgono i lavori delle opere pubbliche della costruzione,
nei servizi delle persone e negli ospitali, lavori che non vogliono svolgere gli europei. Contribuiscono al dinamismo demografico del continente europeo, a mantenere le relazioni tra attivi e inattivi che fanno possibili i suoi generosi sistemi di sicurezza sociale e fanno diventare dinamico il mercato interno e la coesione sociale. I migranti offrono una soluzione ai problemi demografici e finanzieri dell’Ue.

Per noi, i nostri migranti rappresentano l’aiuto allo sviluppo che gli Europei non ci concedono, dato che ben pochi paesi raggiungono realmente il minimo obbiettivo dal 0,7% dal suo interno lordo nell’aiuto allo sviluppo. America Latina ha ricevuto nel 2006, 68.000 milioni di dollari in bonifici, in altre parole più del totale degli investimenti stranieri nei nostri paesi. A livello mondiale raggiungono 300.000 milioni di dollari, che superano i 104.000 milioni concessi per la cooperazione allo sviluppo Il mio paese, la Bolivia, ricevette rimesse superiori al 10% del proprio PIL (1.100 milioni di dollari) e pari a un terzo delle nostre esportazioni annuali di gas.

Questo significa che i flussi migratori sono benefici tanto per gli Europei ed in maniera marginale per noi del Terzo Mondo, dal momento che allo stesso tempo perdiamo contingenti di mano d’opera qualificata formata da milioni di persone nelle quali i nostri Stati, benché poveri, hanno investito in una forma o nell’altra importanti risorse umane e finanziarie.

Purtroppo, il progetto di “direttiva rimpatrio” complica terribilmente questa realtà. Si concepiamo che ogni Stato o gruppi di Stati possono definire le loro politiche migratorie in piena sovranità, non possiamo accettare che i diritti fondamentali delle persone siano negati ai nostri compatrioti e fratelli latinoamericani. La “direttiva rimpatrio” prevede la possibilità d’un scarceramento dei migranti indocumentati fino a 18 messi prima della loro espulsione o “allontanamento”, secondo il termine della direttiva. 18 mesi! Senza giudizio né giustizia! Tale come esiste oggi il progetto di testo della Direttiva, viola chiaramente gli articoli 2, 3, 5, 6,7,8 e 9 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. Ed in particolare l’articolo 13 della Dichiarazione dice:

1. “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di
residenza entro i confini di ogni Stato.
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese,
incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.”

Ed il peggio di tutto esiste anche la possibilità di incarcerare a madri di famiglia ed i minori d’età, senza prendere in considerazione la loro situazione familiare o scolastica, in questi centri d’internamento che come sappiamo occorrono depressioni, scioperi della fame, suicidi . Come posiamo accettare senza reagire che siano concentrati in campi compatriote
e fratelli latinoamericani senza documenti tra i quali la gran maggioranza sta da anni lavorando ed integrandosi? Da che parte sta oggigiorno il dovere di ingerenza umanitaria? Dove risiede la libertà di circolare e la protezione contro le detenzioni arbitrarie?

Allo stesso tempo l’Unione Europea cerca di convincere alla Comunità Andina delle Nazioni (Bolivia, Colombia, Ecuador e Peru) a firmare un “Accordo d’Associazione” che nella suo terzo pilastro un Trattato di Libero Commercio, la cui natura ed il cui contenuto sono uguali a quelli imposti dagli Stati Uniti. Siamo sottoposti ad una grande pressione da parte della
Commissione Europea affinché vengano accettate condizioni di profonda liberalizzazione del commercio, dei servizi finanziari, della proprietà intellettuale e dei nostri servizi pubblici. Inoltre, a titolo della “protezione giuridica” siamo sottoposti a continue pressioni a causa del processo di nazionalizzazione dell’acqua, del gas e delle telecomunicazioni
realizzato durante la giornata mondiale dei lavoratori. Chiedo, in questo caso: dove risiede la “sicurezza giuridica” per le nostre donne, gli adolescenti, i bambini ed i lavoratori che cercano orizzonti migliori in Europa?

Promuovere la liberta della circolazione di merce e delle finanze mentre di fronte vediamo incarceramenti senza giudizio per i nostri fratelli che cercano di circolare liberamente. Quello e negare i fondamenti della liberta e dei diritti democratici.

A queste condizioni, nel caso in cui la “direttiva rimpatrio” venga approvata, ci troveremmo nell’impossibilità etica di approfondire le negoziazioni con l’Unione Europea e ci riserviamo il diritto di applicare nei confronti dei cittadini europei le stesse obbligazioni in materia di
visti che vengono imposte a noi boliviani dal primo di aprile 2007, sulla base del principio diplomatico della reciprocità. Non lo abbiamo esercitato fino ad ora nell’intento d’attendere giustamente dei segnali positivi da parte dell’Unione Europea.

Il mondo, i suoi continenti, i suoi oceani ed i suoi poli conoscono importanti difficoltà globali: il riscaldamento climatico, l’inquinamento, la sparizione lenta ma sicura delle risorse energetiche e delle biodiversità mentre allo stesso tempo aumentano la fame e la povertà in tutti i paesi, rendendo più fragili le nostre società. Fare degli emigranti, con o senza documenti, i capri espiatori di questi problemi globali non è una soluzione.
Non corrisponde a nessuna realtà. I problemi di coesione sociale che soffre l’Europa non sono imputabili agli emigranti ma sono il frutto del modello di sviluppo imposto dal Nord, che distrugge il pianeta e smembra le società umane.



A nome del popolo Boliviano, di tutti i miei fratelli del continente e delle regioni del mondo quali il Maghreb ed i paesi africani, mi appello alla coscienza dei leaders e dei deputati europei, dei popoli, dei cittadini e degli attivisti d’Europa, affinché il testo della “direttiva rimpatrio” non venga approvato. La direttiva, così come la conosciamo oggi, é una direttiva
della vergogna. Invito anche l’Unione Europea a elaborare nei prossimi mesi una politica sull’immigrazione rispettosa dei diritti umani, che permetta il mantenimento di questo dinamismo vantaggioso per entrambi i continenti e che onori, una volta per tutte, il tremendo debito storico, economico ed ecologico che i paesi europei hanno con la maggior parte del terzo mondo, affinché chiuda, una buona volta, le vene ancora aperte dell’America Latina. Oggi, non potete fallire nelle vostre “politiche di integrazione” così come avete fallito nella vostra pretesa “missione civilizzatrice” al tempo delle colonie.

Ricevete tutti voi, autorità, europarlamentari, compagne e compagni i saluti fraterni dalla Bolivia. Ed in particolare modo la nostra solidarietà a tutti i “clandestini”.



Evo Morales Ayma
Presidente della Repubblic


sabato 19 luglio 2008

LA SENTENZA CHE ASPETTAVO DA 7 ANNI

5 anni, 4anni, 3 mesi. PRESCRIZIONE
valgono così poco i miei diritti? i miei ideali? LA MIA SALUTE?



PORCI BUFFONI

LONDRA - Per il Guardian la vera storia che nessuno vuole raccontare sul G8 di Genova è "il comportamento fascista della polizia italiana". Il quotidiano progressista britannico giunge a questa conclusione in un lungo reportage sui fatti accaduti quel luglio del 2001 per le strade del capoluogo ligure. Nessun politico italiano è stato portato in tribunale benché vi sia il forte sospetto che la polizia abbia agito come ha agito perché qualcuno gli ha promesso l'impunità", accusa il giornale. Che oltre a ricostruire gli episodi della Diaz e di Bolzaneto, raccoglie le testimonianze di chi era presente quei giorni a Genova e di chi ha "combattuto" perché i responsabili di quella "macelleria messicana" fossero infine condannati.

"Se non fosse stato per il coraggio del Pm Emilio Zucca, della fermezza del tribunale, e dell'aiuto fornito da Mark Covell la polizia sarebbe forse riuscita a farla franca", scrive ancora il Guardian. E solo ieri Covell - il giornalista inglese picchiato a sangue dai poliziotti italiani prima del raid alla Diaz - commentando la sentenza del processo Bolzaneto aveva detto:

"Ho perso gli anni migliori della mia vita quel 21 luglio: i risarcimenti in denaro vanno bene ma non ci si può riprendere dopo una cosa del genere. Io morirò 10 anni più giovane del dovuto a causa dei traumi subiti e ognuno di noi soffre di crisi direttamente connesse allo stress subito".

Il Guardian ha poi fatto notare come "nessuno dei 15 poliziotti condannati sconterà mai la pena inflitta grazie a indulto e prescrizione" e che "nessuno ha mai chiesto a Gianfranco Fini- l'allora vice primo ministro, che secondo alcuni giornali era in quei giorni al quartier generale della polizia - di spiegare quali ordini abbia dato, ammesso che ne abbia dati".

LEGGETE QUI
OPPURE RIGUARDATE IL MIO VECCHIO POST

CHE STIVALE MI METTO OGGI?



ecco, il nucleare si che mi sembra una bella soluzione ai nostri problemi di dipendenza energetica.
e poi ne parlano in maniera prorpio chiara.
io non sono un'esperta ma credo che quattro conti siano molto facili da fare.

Economico è economico. non ci sono dubbi:

0,02 € centrali idroelettriche esistenti
0,02 € carbone
0,03 € nucleare
0,04 € gas
0,05 € biogas
0,07 € geotermico
0,07 € eolico
0,07 € nuove centrali idroelettriche
0,12 € celle a combustibile
0,57 € fotovoltaico

(costo medio KW/ora in euro, la tabella è del 2003)

ma il reale costo sociale è un pò più alto. l'intera spesa che il pubblico deve sostenere per realizzare, gestire e infine smantellare una centrale nucleare comprende qualche voce in più:

Una centrale nucleare necessita un lungo periodo di tempo per essere costruita (in media 10 anni).

Le centrali nucleari producono rifiuti radioattivi la cui gestione è ancora un capitolo aperto per l'intero occidente. Soltanto gli Usa, dopo oltre 25 anni di studi, hanno realizzato una soluzione definitiva realizzando un deposito in profondità (geologico) in cui stoccare le scorie radioattive. Il deposito negli Usa sarà dedicato solo alle scorie di II grado mentre resta ancora incerto il destino delle scorie di III grado (ad alta radioattività) stoccate temporaneamente all'interno delle centrali nucleari





Al termine del ciclo di vita della centrale nucleare va considerato anche il costo del suo smantellamento, la bonifica del territorio e lo stoccaggio delle scorie radioattive



Esempio. per costruire la centrale nucleare Usa di Maine Yankee negli anni '60 sono stati investiti 231 milioni di dollari correnti. Recentemente questa centrale ha terminato il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati allocati 635 milioni di dollari correnti.

Soltanto per smantellare le quattro centrali nucleari italiane l'International Energy Agency ha stimato un costo pari a 2 miliardi di dollari.

quindi: a favore c'è l'emissione nulla di anidride carbonica e altre merde dovute alla combustione del petrolio, la riduzione dell'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale visto che le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità.

dall'altra:

Le scorie nucleari





Non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi geologici o ingegneristici. La ricerca di un deposito sicuro è tra i principali obiettivi della UE e degli Usa. Sono necessari anni di studi e grandi investimenti per l'individuazione delle soluzioni di stoccaggio per centinaia di migliaia di anni.

Localizzazione centrali nucleari e proteste locali



Nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i rifiuti nucleari. La Sardegna, la Puglia, la Basilicata sono i recenti casi italiani di forti proteste antinucleari (2003). Nello stesso anno una comunità locale cinese si oppose con successo alla decisione del governo di costruire un deposito geologico di scorie attuando una dura e prolungata protesta. In entrambi i casi vinsero le popolazioni locali.

Il trasporto di materiale nucleare





Il trasporto di scorie e di materiale nucleare è uno degli aspetti più critici della questione "sicurezza". Durante il trasporto, oltre all'opposizione delle popolazioni che vedranno passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di incidenti e di attentati terroristici. In Francia, il treni speciali adibiti al trasporto di scorie nucleari sono scortati da "carri armati" e da poliziotti a cavallo. L'itinerario del treno cambia in continuazione all'insaputa delle popolazioni residenti nei pressi delle ferrovie. Per questi motivi i depositi di scorie dovrebbero risiedere nei pressi delle centrali nucleari evitando in questo modo la necessità del trasporto delle scorie. La ricerca tecnologica e scientifica non ha ancora trovato il modo per distruggere le scorie all'interno delle stesse centrali nucleari. Si attendono ancora risposte in tale senso.

e se qualcuno di quei terroristi che temete tanto prende le centrali nucleari come obiettivo???è come mettersi una bomba sotto il letto e sperare che nessuno schiacci il detonatore. ma non avevate paura dei terrosristi???



e l'ERRORE UMANO!?!?!?!



poi vorrei ricordare che l'uranio non è rinnovabile!!!
è distribuito sul pianeta in maniera poco uniforme, anche se giacimenti di dimensioni minori possono essere trovati praticamente ovunque, tre soli paesi contengono circa il 58% delle riserve note. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di uranio:

australia - 28% delle riserve mondiali
canada - 12% delle riserve mondiali
kazakhstan - 18% delle riserve mondiali

e poi, in misura minore:

Russia 4%
Namibia 6%
Niger 2%
Uzbekistan 4%
Stati Uniti 3%
Sudafrica 8%
Brasile 4%
Mongolia 2%
(In Italia è stata scoperta negli anni '50 una piccola miniera di uranio nei pressi di Novazza (a circa 40km a nord est di Bergamo), da cui si ritiene che si possano ricavare in tutto circa 1300 tonnellate di ossido di uranio. La miniera non è mai stata sfruttata (qualche progetto elaborato negli anni '70 non è andato a buon fine), anche se dal 2007 avrebbero dovuto iniziare alcune valutazioni preliminari per decidere se l'estrazione del minerale sia conveniente.
in realtà in rete non si trova niente di più recente del 2006)

volete indovinare contro chi saranno le prossime guerre preventive, di esportazione della democrezia, quali i prossimi stati canaglia?




in italia il referendum abrogativo del 1987 si era risolto così:

Abrogazione dell'intervento statale se il Comune non concede un sito per la costruzione di una centrale nucleare.
RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ (voti: 20.984.110) 80,60%
RISPOSTA NEGATIVA NO 5 (voti: 5.059.819) 19,40%

Abrogazione dei contributi di compensazione agli enti locali per la presenza sul proprio territorio di centrali nucleari
RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ (voti: 20.618.624) 79,70%
RISPOSTA NEGATIVA NO (voti: 5.247.887) 20,30%

Esclusione della possibilità per l'Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero.
RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ (voti: 18.795.852) 71,90%
RISPOSTA NEGATIVA NO (voti: 7.361.666) 28,10%

quindi la situazione delle nostre centrali nucleari al momento è questa:



Centrale nucleare di Latina
Il reattore nucleare GCR di Latina era originariamente destinata alla produzione di energia elettrica. Venne fermata nel 1986 ed è attualmente disattivata. Vi sono stoccati circa 900 mc di scorie radioattive. E' sotto gestione ENEL.

Il centro nucleare di Trino Vercellese
Il reattore nucleare PWR di Trino Vercellese era originariamente destinato alla produzione di energia elettrica. Venne arrestato nel 1987 a seguito dell'esito referendario contro l'uso dell'energia nucleare in Italia. Attualmente vi sono stoccati 780 mc di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (14,3 tonnellate). E' sotto gestione ENEL.

Il reattore nucleare di Caorso
Il reattore nucleare PWR di Caorso era originariamente destinato alla produzione di energia elettrica. Venne arrestato nel 1988 a seguito dell'esito del referendum contro il nucleare in Italia. Attualmente è disattivato. Vi sono stoccati 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1032 elementi di combustibile irraggiato (187 tonnellate). Gli impianto sono in gestione ENEL.

Centrale nucleare del Garigliano
Il reattore nucleare BWR del Garigliano era originariamente destinata alla produzione di energia elettrica. Venne fermata nel 1978 per problemi di varia natura ed è attualmente disattivata. Vi sono stoccati circa 2.200 mc di scorie radioattive. E' sotto gestione ENEL.


ABBIAMO GIA' DECISO!
BRINDIAMO AI NOSTRI POLITICI, beviamo tutti dallo stesso bicchiere, porci bastardi.



fonti:
ecoage.it
Greenpeace
Wiki
qualche blog qua e la

silenzio! parla agnese



sabina is back!
meno male. falso allarme. ma intanto:

Il garante italiano sulla privacy, Francesco Pizzetti, nella Relazione Annuale al Parlamento, ha posto l'accento sui pericoli derivanti da internet e le sue emanazioni, colpevoli della sempre maggiore diffusione di notizie e scambio di dati, con il tutto che avviene con "spensieratezza".

L'intervento di Pizzetti è proseguito sottolineando la promozione delle innovazioni da parte dell'Authority, identificate in iniziative "come quelle promosse da Google", riferendosi a Google Earth (un software per la localizzazione geografica via rete di satelliti), ma ribandendo la potenziale nocività dei vari strumenti di social networking come MySpace, Facebook e dell'onnipresente Youtube.