sabato 11 ottobre 2008

parlo un pò di quello che mi piace - luoghi comuni #1

continuo a discutere con persone che hanno della storia una concezione scolasticamente italiana: pedantesca e superficiale.

la cosa che mi disturba di più è quando tolgono dignità scientifica alla storia perchè (cito a memoria) "è scritta dai vincitori".


quindi ho deciso di annoiarvi un pò spiegando come abbiano scoperto l'acqua calda e come ciò sia un processo assolutamente naturale per la storiografia.


non è che gli storici influenzano la storia, la fanno.

e gli storici sono figli del proprio tempo.

mi spiego: la storia non è un nocciolo di fatti, ma interpretazione, un continuo processo di interazione tra storico e fatti storici, un dialogo fra presente e passato.


alla domanda "cos'è la storia?", la nostra risposta riflette, con maggiore o minore consapevolezza la nosstra situazione odierna e contiene in se la risposta ad un altra domanda "qual'è il nostro giudizio sulla società in cui viviamo?"

l'800 è stato l'età doro dei fatti e si sosteneva (per esempio ranke) che il compito dello storico fosse semplicemente quello di mostrare le cose come erano andate.

ai positivisti non parve vero: accolsero questo culto dei fatti a braccia aperte.

è questa l'immagine che il senso comune ha della storia: la storia consiste in un complesso di fatti accertati, lo storico trova i fatti nei documenti.


per quanto riguarda i fatti che, per cos' dire, costituiscono la colonna dorsale della storia (es: la battaglia di hasting fu combattuta nel 1066 ed è fuor di dubbio che sia stata nel 66, non nel 64, non nel 68 e qui non c'è niente da interpretare) la scelta di questi fatti fondamentali (identici per tutti gli storici) non dipende da una qualità intrinseca dei fatti stessi, ma da una decisione a priori dello storico.

prendiamo mommsen e la sua "storia di roma": mommsen era un liberale tedesco (metà 800 ca.) disilluso dagli esiti delle rivoluzioni del '48 e dalla confusione che ne seguì. egli avverte la necessità di un uomo forte che facesse piazza pulita delle macerie lasciate dalle fallimentari aspirazioni del popolo.

non si potrebbe valutare la sua opera storica correttemente se non ci rendessimo conto che la sua visione idealizzata di cesare è frutto di questo desiderio di uomo forte capace di salvare la germania dal disastro.

per cui quell'opera ci dice tanto dell'antica roma quanto della germania di metà 800.

ma ciò non inficia la qualità dell'opera: la grande storiografia nasce quando la visione del passato da parte dello storico è illuminata dalla comprensione dei problemi del presente.


consideriamo ora questa altra cosa: non tutti i fatti del passato sono fatti storici.

che io ieri sia uscita a bermi una birra con gli amici è un fatto del passato tanto quanto cesare che passa il rubicone.

si dice che i fatti parlino da soli.

non è così: è lo storico a decidere quali fatti debbano esssere presi in considerazione, in quale ordine e in quale contesto.. i fatti del passato che diventano fatti storici, quindi,tributano agli storici il loro status

es: un venditore nel 1850 in seguito ad un litigio, fu linciato da una folla inferocita.

è un fatto storico? direi di no

questo episodio è stato registrato da un testimone oculare in un semignorato libro di memorie, tuttavia non era mai stato citato in un libro di storia.

ad un certo pnt un professorone di oxford (tale Clark) lo cita nelle sue lezioni universitarie.

è diventato un fatto storico? direi ancora di no.

si è solo avanzata la sua candidatura nel ristretto club dei fatti storici. poi si aspetta che qualcuno lo presenti e se ne faccia garante, prima nelle note a piè di pagina, poi in qualche articolo di riviste scientìfiche, poi nei libri... oppure potrebbe essere ignorato.

ciò che porterà all'una o all'altra alternativa sarà l'accettazione o meno di altri storici, della comunità scientifica, della validità e dell'importanza della tesi o dell'interpretazione.


è, in definitiva, un problema di interpretazione.

un esempio molto quotidiano: nel medioevo gli uomini erano profondamente religiosi... una cosa che si legge spesso.

ma in che modo sappiamo questo?ciò che sappiamo della storia medioevale è stato scelto per noi da generazioni di cronisti legati professionalmente alle pratiche religiose, che pertanto ritenevano la religione molto importante.

è possibile che una quantità di altri fatti, che potevano dimostrare il contrario siano stati taciuti.


la storia che leggiamo è una serie di giudizi tradizionalmente accettati.


questo il motivo per cui la storia di genere sia una scoperta piuttosto recente, ovvero da quando la donna ha iniziato ad essere riconosciuta come individuo.

qusto il motivo per cui la forte tradizione anticlericale (italiana) del rinascimento passa quasi completamente sotto silenzio nei libri di storia delle superiori e sopravvive solo nelle poche pagine dedicate al genere delle pasquinate nei manualoni di italiano delle superiori (vd rinascimento anticlericale - niccoli)

questo il motivo per cui (parere personalissimo) la bibbia non possa essere un testo di riferimento per chicchessia


poi si potrebbe parlare di come sia molto più difficile il ruolo dello storico che si occuopa di storia contemporanea rispetto al medievista... magari la prossima volta.


stesso discorso per i documenti: non ci troviamo dentro una verità, non possono dirci di più di quanto l'autore pensava.

l'uso che lo storico ne fa è un'elaborazione di un'elaborazione.
ovviamnete fatti e documenti sono indispensabili per lo storico. non bisogna tuttavia farne dei feticci.
in conclusione dice collingwood: "i fatti storici non ci giungono mai in forma "pura" dal momento che in qs forma non esistono e non posono esistere: essi ci giungono sempre riflessi nella mente di chi li registra".

lo storico si impradonosce del tipo di fatti che ha deciso di cercare.
la storia è essenzialmente interpretazione e interazione fra passato e presente
il motivo per cui ci si scandalizza tanto di questa cosa è che nelle scuole dell'obbligo non si studia storia, ma libri a memoria

tutto ciò non toglie nulla alla storia. è la storia.

5 commenti:

sciemo ha detto...

chi controlla il presente controlla il passato

Anonimo ha detto...

Eccelsa conoscitrice di favolette pseudostoriche: sicchè sono del tutto d'accordo con te. Non farmi dire come ma dopo la seconda riga sapevo anche che saresti arrivata alla faccenda del LIBBRRODDIDDDDIO! :D Ma non volevo affatto dire tu fossi prevedibile.
E' vero che lo stesso principio della interpretazione di fatti, eventi, il loro filtraggio, la loro "grantizzazione" da parte di qualche cervellone usati per LA stesura STORIA DELL'UMANITà è di preciso anche quanto avviene per la singola biografia di vita in ciascuno di noi. Acciocchè (che merda sono!) il problema non è tanto quanto c'è di vero in se in cio che si narra come inconfutabile ma piuttosto EPISTEMOLOGICAMENTE PARLANDO, quanto e perche e SE la mente umana sia capace di filtrare in maniera OGGETTIVA I FATTI. Ebbene l'oggettività è impossibile, perchè per quanto razionali ed epurati dal coinvolgimento emotivo (quando parliamo di crociate nessuno di noi si tocca le balle, ne i seni per scaramanzia)NON CI è MAI POSSIBILE STACCARCI COMPLETAMENTE DA NOI STESSI. Lo stesso vale per il colore di una maglietta "verde". Ci sarà chi ci dice "è verde pisello"chi "è verde secco" chi "è verde scuro" e così via. Fatti di uomini. Uomini di fatti o semplicemente UOMINI FATTI :D
Come vedi anche oggi ho dovuto sporcare il tuo blog con le mie stronzate! Un bacio Allison

Grisù ha detto...

mia cara, il mio blog è pieno di stronzate..acciocchè i tuoi interventi sono sempre ben accetti!!
in realtà non volevo arrivare alla bibbia, ma la correlazione è talmente evidente che solo qualche stregone del vaticano e qualche oscurantista plebeo può non accorgersene.

per il resto sono daccordo con te,
se prorpio...posso dirti che, piuttosto che metterla su un discorso di individualismo e di coinvolgimento emotivo(che poi porterebbe secondo me, ad una certa incomunicabilità di fondo tra individui, e una difficoltosa condivisione di principi comuni). piuttosto che staccarmi completamente da me stessa (che poi sono già abbastanza dissociata!)in ricerca di una improbabile oggettività, la metterei più su un piano di società ed individuo:
inseparabili!, due termini reciprocamente necessari che si integrano, sicuramente non opposti.
lo storico,individuo, ma anche fenomeno sociale, vedrà la miglietta verde militare perchè vive nella germania espansionista del primo 900.. il suo collega della middle class americana la vedrà verde speranza.

a proposito, parlando di cose serie, abbiamo fatto 6?
ieri io e la marci li abbiamo rigiocati!
bacio

delia ha detto...

ma acciocché non vuol dire mica affinché, perché??? :S vabbè, vabbè. complimenti per lo scritto. e per i commenti qui presenti.
bye!

Grisù ha detto...

acciocchè è congiunzione subordinativa finale e vuol dire affinchè... ma suona bene con tutto 8)